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Anisakis
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Contents
• Note
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Ciclo biologico
Questi parassiti si trovano, allo stadio adulto, nello stomaco dei mwfqmammiferi marini (mwfgbalene, mwfwfoche, mwgadelfini), e sono visibili a occhio nudo. Nei pesci sono presenti all'interno delle carni, prevalentemente nella parte inferiore, dove assumono una colorazione biancastra.
Le specie di anisakis svolgono il loro ciclo biologico in ambiente marino. Le uova sono rilasciate in acqua attraverso le feci dei mammiferi marini e si sviluppano vari stadi larvali. Subito dopo la schiusa sono ingeriti dai primi ospiti intermedi, di solito i piccoli mwggcrostacei che costituiscono il mwgwkrill. Il krill a sua volta è ingerito dal secondo ospite intermedio, o paratenico (cioè in cui il parassita non può svilupparsi e crescere), che è il pesce. A questo punto si sviluppa l'ultimo stadio larvale che può passare direttamente all'ospite definitivo (mammiferi marini) per il completamento del suo ciclo biologico, oppure può trovarsi accidentalmente in un altro ospite, definito per questo mwhaaccidentale, nel quale il parassita non evolve a successivi stadi di sviluppo. L'ospite accidentale può essere l'uomo se quest'ultimo si ciba di pesce crudo o poco cotto che abbia la larva di mwhqAnisakis.
Descrizione
Questi nematodi, visibili a occhio nudo, misurano da 1 a 3mwia cm, vanno dal colore bianco al rosato, sono sottili e tendono a presentarsi arrotolati su loro stessi.
Implicazioni sanitarie
Le larve di anisakis possono costituire un rischio per la salute umana in due modi:cite-ref-pmid17823758-2-0[2]
• mwkgparassitosi causata da ingestione di pesci crudi contenenti le larve;
• mwlareazione allergica ai prodotti chimici liberati dalle larve nei pesci ospiti.
Molti prodotti ittici possono essere interessati dall'infestazione da anisakis. Quelli più a rischio sono mwlgpesce sciabola, mwlwricciola, mwmalampuga, mwmqpesce spada, mwmgtonno, mwmwsardina, mwnaaringa, mwnqacciuga, mwngnasello, mwnwmerluzzo, mwoarana pescatrice, mwoqsgombro e mwogsalmone.
Anisakidosi o anisakiasi
Lmwpw'mwqaanisakidosi o mwqqanisakiasi è un'mwqginfezione mwqwparassitaria del mwratratto gastrointestinale causata dall'ingestione di prodotti ittici crudi o non sufficientemente cotti contenenti le larve di mwrqAnisakis simplex. Il primo caso documentato di infestazione umana da parte di un membro della mwrgfamiglia delle mwrwAnisakidae è stato descritto nei mwsaPaesi Bassi negli mwsqanni sessanta.cite-ref-audicana-3-0[3]
Epidemiologia
È riportata un'alta mwuaprevalenza di parassitosi nei paesi dove il pesce viene consumato crudo, leggermente sottaceto o sotto sale, soprattutto in mwuqScandinavia (dal mwugfegato di merluzzo), in mwuwGiappone (dal consumo di mwvasushi e mwvqsashimi), nei Paesi Bassi (dalle aringhe in salamoia, le cosiddette mwvgmwvwmaatjesharing) e nella costa del mwwaPacifico del mwwqSud America (dall'insalata di mare nota come mwwgmwwwceviche). Negli mwxaStati Uniti sono descritti meno di dieci casi all'anno.cite-ref-fda-4-0[4] Lo sviluppo di migliori mwyqstrumenti diagnostici e la maggior consapevolezza della malattia hanno portato a un aumento della frequenza di casi riconosciuti di anisakiasi. I casi stimati nel mondo sono 20mwyg 000 ogni anno.cite-ref-pmid22180787-5-0[5]
Clinica
Se passano nell'intestino si può manifestare una mwcwrisposta immunitaria mwdaeosinofila e mwdqgranulomatosa, generalmente una o due settimane dopo l'infezione, con una clinica simile a quella della mwdgmalattia di Crohn, con dolore addominale intermittente, nausea, mwdwdiarrea e mweafebbre.cite-ref-harrison-6-1[6] È anche possibile la mwfqperforazione intestinale.cite-ref-7[7]
Diagnosi
La diagnosi è effettuata tramite mwiqEGDS, durante la quale possono essere osservate e rimosse larve anche di 2mwig cm, tramite una mwiwradiografia con mwjamezzo di contrasto, oppure tramite mwjqesame istologico effettuato su mwjgbiopsia o mwjwdurante l'intervento chirurgico.cite-ref-harrison-6-2[6] Dal momento che l'uomo non è un ospite finale, non vengono riscontrate uova all'mwlaesame delle feci.cite-ref-harrison-6-3[6]
Trattamento
In alcuni casi l'infezione si risolve con il solo trattamento sintomatico.cite-ref-8[8] In qualche caso l'infezione può portare a un'ostruzione dell'mwnwintestino tenue, che potrebbe richiedere l'intervento chirurgico,cite-ref-9[9] benché siano riportati casi di successo di un trattamento con solo mwpaalbendazolo, senza chirurgiacite-ref-10[10].
Prevenzione
L'anisakiasi può essere prevenuta mediante la cottura e/o il surgelamento del pesce a temperature adeguate per un tempo sufficientemente lungo, mentre non viene scongiurata né dalla marinatura, né dalla salatura, né dall'affumicatura.cite-ref-harrison-6-4[6]
Esistono evidenze che il consumo di pesce d'allevamento sia meno a rischio rispetto a quello di pesce selvatico.cite-ref-wildlife-11-0[11]cite-ref-koji-12-0[12]cite-ref-marty-13-0[13]cite-ref-casabona-14-0[14] Molti paesi obbligano per legge a surgelare preventivamente il pesce destinato al consumo crudo; nei Paesi Bassi ciò ha praticamente eliminato la possibilità di sviluppo di anisakiasi umana.cite-ref-john-15-0[15]
Surgelamento
L'efficacia del surgelamento del pesce crudo nel prevenire l'anisakiasi dipende sia dalla temperatura, sia dalla durata del trattamento. Vari studi condotti negli mwxganni novanta e mwxwduemila indicano che per la morte delle larve sia necessario il mantenimento dell'intero stock di pesce in tutte le sue particite-ref-pmid12498643-16-0[16] a una temperatura inferiore a -18mwza °C per almeno 96 ore.cite-ref-efsa-40-17-0[17] È tuttavia ritenuto opportuno far seguire al trattamento termico la conservazione del pesce nel medesimo stato di congelamento.cite-ref-efsa-40-17-1[17]
Tra i congelatori domestici solo quelli a tre o quattro stelle raggiungono tale temperatura, mentre quelli a una o due stelle raggiungono le temperature non sufficienti di -6 e -12mw1g °C.cite-ref-efsa-40-17-2[17]
Cottura
Anche nei trattamenti ad alta temperatura l'efficacia nella prevenzione dell'insorgenza dell'anisakiasi dipende dalla durata e dalla temperatura. In particolare l'mw3qEFSA suggerisce che si deve portare la parte più interna del pesce a una temperatura superiore a 60mw3g °C per almeno un minuto.cite-ref-efsa-41-18-0[18] Per ottenere questo risultato è necessario cuocere il pesce per una durata più lunga e a una temperatura maggiore. Per un filetto di 3mw4w cm è necessaria una cottura di almeno dieci minuti per raggiungere questo scopo.cite-ref-efsa-41-18-1[18]
Normative vigenti
L'mw6gOrganizzazione mondiale della sanità raccomanda che l'eviscerazione, il surgelamento ad almeno -23mw6w °C per una settimana e la cottura avvengano il più presto possibile.cite-ref-19[19]
Nei paesi dell'mw8qUnione europea la normativa mw8gCE 853/2004 approvata dal mw8wparlamento europeo raccomanda il surgelamento dei prodotti ittici a -20mw9a °C per almeno 24 ore e prevede l'ispezione a campione dei prodotti ittici, l'eventuale identificazione del parassita e la conseguente rimozione dal mercato dei prodotti pesantemente contaminati.cite-ref-ce853-20-0[20] Inoltre tale normativa prescrive per i ristoratori l'obbligo di munirsi di mw-qabbattitori di temperatura in relazione ai quantitativi di prodotto che si intendono trattare.cite-ref-ce853-20-1[20]
Negli mw-wStati Uniti la mwaqaFDA raccomanda il surgelamento ad almeno -35mwaqe °C per quindici ore o ad almeno -20mwaqi °C per una settimana,cite-ref-fda-4-1[4] mentre mwaqcCDC raccomanda la cottura dei prodotti ittici ad almeno 63mwaqg °C o il surgelamento ad almeno -20mwaqk °C per una settimana, oppure ad almeno -35mwaqo °C fino alla mwaqssolidificazione con immagazzinamento a -35mwaqw °C per 15 ore o a -20mwaq0 °C per 24 ore.cite-ref-21[21]
Reazioni allergiche
Anche a pesce sufficientemente cotto le sostanze chimiche secrete dalle larve all'interno dei pesci che le ospitano possono causare mwarqreazioni allergiche in individui sensibili;cite-ref-commissione-22-0[22] lo stesso vale nel caso del congelamento.cite-ref-commissione-22-1[22]
Si può presentare con manifestazioni acute, quali mwar4orticaria e mwar8reazioni anafilattiche accompagnate o meno a sintomi gastrointestinali, mediate da mwasaIgE.cite-ref-audicana-3-1[3] In coloro che lavorano nel trattamento del pesce sono state osservate altre manifestazioni, come mwasuattacchi asmatici, mwasycongiuntiviti e mwascdermatiti da contatto.cite-ref-nieuwenhuizen-23-0[23]
La diagnosi di sensibilizzazione può essere effettuata mediante esami allergici quali il mwas0prick test e la ricerca di mwas4anticorpi specifici contro la larva di mwas8Anisakis. L'ipersensibilità può essere indicata da una rapida crescita dei livelli di IgE nei giorni immediatamente seguenti l'ingestione di pesce infetto.cite-ref-audicana-3-2[3]
Note
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